Bustyck -Frets on Fire Joystick-

maggio 14, 2008 alle 12:00 am | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento

bustyck 

Bustyck è il nuovo Joystick wireless per PC-game “Frets on Fire”. La sua sinuosità è progettata in modo tale da garantire una forma ergonomicamete regolare e perfetta per sostituire la tastiera utlizzata in origine.

Grazie all’assenza di fili si ha la completa libertà di movimento al momento del gioco e il gamer ha la possibilità di essere coinvolto al 100%.

Bustyck è personalizzabile grazie alle cover intercambiabili che oltre a proteggere riescono a dare un tocco di originalità.

  • Peso:350gr
  • Dimensioni: 15cm x 15cm x 5cm
  • Batterie: 2x AAA
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Bustyck is the new wireless Joystick for Frets on Fire PC game. His sinuosity is designed to guarantee an ergonomic form made to use instead of the keyboard.

Thanks to the absence of cables you are completely free to move and be involved 100% in the game.

 Bustyck is  personalizable thanks to the covers that preserve it and give an original touch.

  • Height:350gr
  • Dimensions: 15cm x 15cm x 5cm
  • Batteries: 2x AAA   

-in caso di malfunzionamento entra su
-if you have problems downloading the video click   

http://it.youtube.com/watch?v=rffbtnUJ8AA 

Ergonomia perfetta, colori eleganti, robustezza…Bustyck !

Perfect Design, elegant colors, robust…Bustyck !

 

 bustyck

Un packaging studiato nei minimi particolari; dimensioni ridotte in grado di contenere il joystick, una cover e il ricevitore wireless.

A packaging studied in every details; little dimensions able to contain the joystick, a cover and the wireless remote.packaing

Colorate covers danno la possibilità di peronalizzare il tuo joystick !

Colored covers gives the possibility to personalize your joystick !

covers

 

 

Fasi esecutive per la creazione del prototipo

aprile 28, 2008 alle 8:00 pm | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento

Uno degli obbiettivi principali prefissati per la creazione del prototipo funzionante del nostro joystik “Bustyck” è stato quello del riciclo e del riuso di materiali di scarto cercando di economicizzare al massimo questa fase.

Il materiale utilizzato per costruire la parte interna è il poliuretano espanso, recuperato da un refrigeratore ormai dismesso.

poliuretano espanso

Per la lavorazione della struttura sono stati utilizzati strumenti elementari, come un semplice coltello da cucina e carta-vetro.

forma poliuretano joystik

Un passaggio successivo è stato quello di addolcire la forma carteggiandola, rendendola il più possibile ergonomica e cercando di arrivare alla struttura studiata (vedi post: Mare e Musica…Combinazione perfetta!)

carta vetro joystik

Una volta raggiunto un buon risultato, la forma è stata divisa a metà per permettere l’inserimento al suo interno del chip wireless di collegamento.

forma poliuretanica

Dopo aver modellato la forma in poliuretano espanso, abbiamo ricoperto il tutto con la pasta di vetroresina che, una volta asciugata, dona solidità ad joystick e può essere ulteriormente lavorata e levigata.

pasta vetroresina joystik

A questo punto non rimaneva che rendere funzionante il Bustyck, abbiamo dunque scavato” all’interno di esso in modo da ottenere lo spazio per potervi posizionare all’interno il cip.

2

IL cip è stato ricavato da una semplice tastiera wireless per computer, dopo aver trovato gli impulsi elettrici corrispondenti ai tasti F1, F2, F3, F4, F5 e INVIO della tastiera appunto, abbiamo collegato con fili di rame isolati questi a dei tastini recuperati da una vecchia radiolina.

 

 

wireless

Il cip è stato inserito all’interno del joystick, i tastini interni sono stati fissati sul ciglio di un canale scavato appositamente per far passare i collegamenti e sopra di essi sono stati applicati i tasti effettivi.

joystik aperto

Il Bustyck è pronto, sono state applicate delle fascette per mantenere unite le due parti e per una protezione ulteriore del joystick si è pensato alla creazione di cover removibili le quali serviranno a personalizzare poi l’estetica dell’oggetto

Il joystick è stato battezzato sotto il nome di BUSTYCK, dall’unione del termine inglese ‘busty’ (che significa formoso) e del termine stick.

Inoltre abbiamo iniziato a concentrarci sulla presentazione di questo, sul packaging e sulla sua pubblicizzazione.

 

Si è deciso di dare al prodotto base una tinta nera per conferirgli omogeneità e camuffare le piccole imperfezioni; per poterlo personalizzare a piacimento, sono state realizzate una serie di cover in diversi colori.

 

E’ stato inoltre girato un video pubblicitario per promuovere il BUSTYCK, ed è stata realizzata una confezione  dedicandoci all’arte del packaging.

 

 

Infine abbiamo scelto un logo per facilitare il riconoscimento del nostro prodotto, ed uno slogan, PLAY YOUR STYLE, per enfatizzare il potere di mutamento caratteristico del nostro prodotto.

 

 

Musica e Mare….Combinazione perfetta!

aprile 25, 2008 alle 2:23 pm | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento
  • SeaNotes

Ergonomia perfetta, forma studiata nei minimi dettagli, design accattivante, colori personalizzabili e funzionalità massima.

Il nostro nuovo joystick è stato progettato per racchiudere in sé tutte queste caratteristiche che lo redono unico nel suo genere.

Grazie alla sua forma curvilinea in tutte le sue prospettive, l’oggetto rimanda all’estetica di una “medusa” : estremamente dinamica, aliena dalla reatà quotidiana coinvolgendo il gamer in un mondo in cui chiunque può diventare un “Jimi Hendrix”. Le dimensioni del joystick si adattano ad ogni tipo di presa permettendo il divertimento sia dei grandi che dei piccoli. I tasti sono posizionati in modo da essere facilmente raggiungibili consentendo il movimento fluido delle mani.

Si è pensato inoltre, per rendere più confortevole la postura durante il gioco, di adattare la base dell’oggetto alla gamba del gamer così da creare un’analogia con la posizione utilizzata dal classico chitarrista.

Totalmente realizzato in materiale plastico, che garantisce allo stesso tempo leggerezza e durevolezza, permette diverse colorazioni in base ai gusti di ognuno.

Trasformazione per stadi partendo dalla jellyfish fino ad arrivare a quella del joystick per consolle, il nome SeaNotes vuole creare un sodalizio tra la musica e il mondo marino dando la possibilità al gamer di utilizzare anzichè uno scontato strumento musicale come la chitarra o la tastiera, un’altro strumento, di diversa natura che ne mima le funzioni, la medusa appunto.

Proposte progettuali e Idee

aprile 20, 2008 alle 10:27 pm | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento

Varie sono state le proposte e le idee riguardo alla costruzione di un nuovo joystick per il videogioco Frets on Fire.

Di seguito mostreremo i migliori concetti embrionali sviluppati (schizzi e modelli) i quali saranno oggetto di ricerche approfondite e modifiche per rendere l’oggetto di miglior riusultato sia estetico che funzionale.

 

La sua forma ergonomica permette all’utente di fare movimenti più semplici e veloci con entrambe le mani. La particolarità di questo joystick è che grazie ad un laccio lo si può legare al collo per facilitare il movimento delle mani.

Per rendere questo joystick più maneggevole si è deciso di pensarlo con un materiale che possa gonfiarsi. Grazie a questo materiale l’oggetto si presta ad essere facilmente utilizzato da qualunque utente perchè si adatta alla presa.

Abbiamo voluto adattare questa consolle al campo musicale ispirandoci alla forma della chiave di Sol.

Seconda Sfida-Second Dare

aprile 20, 2008 alle 8:51 am | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento
  • Il nuovo joystick

Ci troviamo ora davanti a una nuova sfida, un nuovo progetto, che sarà motivo per stimolare le nostre conoscenze e capacità in campo tecnologico.

I campi di ricerca toccati spaziano dalla tecnologia appunto, passando per l’ergonomia, la comunicazione e l’interazione uomo macchina.

 

Frets on Fire è un videogioco musicale open-source, ovvero del quale si possono modificare sia impostazioni base che secondarie.

Il gioco concepisce la classica tastiera del computer come uno strumento musicale, quest’interfaccia è il mezzo attraverso il quale è possibile interagire con il monitor dove, una volta dato l’invio al gioco, appaiono in sequenza progressiva una serie di dischetti, rappresentanti le note musicali, i quali devono essere “cliccati”,quindi suonati, premendo il tasto sulla tastiera che rappresenta la nota. Le note appaiono sullo schermo sincronizzate con la canzone, e vengono suonate attraverso la pressione dei tasti corrispondenti (F1-F2-F3-F4-F5 di default), più un tasto di selezione (solitamente INVIO o SHIFT), ovviamente rispettando il tempo della canzone.

Esiste quindi una relazione fra le note che appaiono sul monitor e la i tasti della keyboard.

 

 

Il nostro obiettivo è quello di migliorare il principale problema presentatosi, ovvero l’utilizzo della tastiera come joystick, visto che questa risulta ergonomicamente sbagliata e di scomoda presa.

Creare una nuova periferica che trasforma la pressione attuata dall’utente sui tasti in una serie di segnali elettrici o elettronici che permettono di controllare il programma è lo scopo della nuova task; funzionalità, ergonomia, e un buon rapporto uomo-macchina devono essere i principali ingredienti da tenere in considerazione per la progettazione e realizzazione del nuovo oggetto. Il classico filo di connessione fra i due apparecchi (monitor e tastiera), verrà eliminato e sostituito da una connessione wireless, la quale permette maggiore libertà di movimento e migliore risultato dal punto di vista del rapporto con la console.

 

Proposte progettuali

aprile 2, 2008 alle 4:08 pm | Pubblicato su Proposte progettuali | Lascia un commento
  • Squiddy

la molletta ordinata

Squiddy

E’ un nuovo oggetto il quale ha lo scopo di sostituire la classica molletta da bucato. A differenza della normale, questa rimane sempre sul filo, non cade, non ha la molla in metallo che potrebbe arrugginirsi e una volta usata può essere riposta assieme alle altre grazie ad una calamita, creando ordine nello stendino, al momento del bisogno invece basta separarla.

tante-copia.jpg

La possibilità di crearla in un materiale fluorescente permette anche l’utilizzo notturno e la forma ergonomica, studiata per avere una presa migliore, mantiene la biancheria salda sul filo lasciando meno segni rispetto a quella standard.

Tutte queste nuove funzionalità sono condensate assieme da un design piacevole e d’impatto.

  • Puzzleclip

– la molletta che diventa gioco –

evolvendo l’idea della classica molletta concepita come oggetto per stendere, siamo arrivati a progettare un nuovo concept che racchiudesse in sè una doppia funzione : quella originaria e quella ludica.

Vedendo ogni singola molletta come il tassello di un puzzle, è possibile creare divertenti immagini da scomporre e ricomporre per stimolare la creatività e il divertimento dei più piccoli.

 

  • Interactivelight

– la luce in un clip –

L’oggetto classico della molletta, normalmente finalizzata ad un uso estremamente pratico, viene utilizzato in una composizione innovativa per una funzionalità di arredo per interior design.

Si tratta di una lampada avente un’anima a forma di sfera alla quale vengono applicate delle mollette in plexiglass trasparente fino a formare una struttura che richiama la sagoma del riccio di mare. Il materiale trasparente utilizzato per le mollette permette il passaggio dei raggi luminosi, creando un affascinante gioco di luci ed ombre, in un movimento di espansione di luce dall’interno verso l’esterno.

  • Spiralight

la molletta di interior design

La normalissima molletta da bucato entra a far parte di una nuova dimensione: l’arredamento moderno. L’estetica piacevole e decisamente alternativa va a sostituire il classico concetto di lampada. Il tubo a spirale in materiale polimerico trasparente, costituente l’anima dell’oggetto, grazie alla sua flessibilità , può essere facilmente modellato e personalizzato creando nuove forme. L’anima, contenente al suo interno delle micro-luci, trasmette alle mollette trasparenti e fluorescenti posizionate su tutta la sua estensione, il suo fascio luminoso creando una sofisticata atmosfera.

Il concept di quest’oggetto è stato studiato in modo tale che la lampada, una volta spenta, grazie all’energia lumiosa accumulata dalle mollette fluorescenti in condizioni di luminosità artificiale, riesca ancora ad essere fonte luminosa emanando una luce soffusa. La possibilità di alternare i due tipi di mollette diverse (trasparenti e fluo) crea una continuità luce-forma nella struttura, rendendo l’insieme di piacevole impatto visivo.

Background e Ricerche di mercato

aprile 1, 2008 alle 5:49 pm | Pubblicato su Background | Lascia un commento

Ricerche di mercato

Abbiamo effettuato un sondaggio rivolto alla classica molletta esistente sul mercato, realizzata nei due principali materiali: legno e plastica. È stato intervistato un campione di 30 persone, donne con età compresa tra i 20 e 65 anni circa, poiché sono le maggiori “consumatrici” del prodotto in esame.

  • Preferenza di materiale

Il 79% delle intervistate preferisce la molletta in plastica perché la ritiene più igienica del legno che tende a sporcare e a deteriorarsi facilmente soprattutto in caso di pioggia e umidità;Il restante 21% preferisce il legno perché garantisce più tenacia nella presa.

  • Maneggevolezza :

Il 93% delle intervistate reputa la molletta classica maneggevole;Solo il 7% riscontra problemi sull’ergonomia dell’oggetto.legnoaa.jpg

  • Funzionalità:

Il 90% ha riconosciuto una buona funzionalità delle mollette già in uso;Il 10% non riscontra un’accettabile funzionalità dell’oggetto a causa di alcuni evidenti suoi difetti.

  • Difetti:

Il 49% si è lamentato della fragilità del prodotto e sul fatto che questo si rompe facilmente;Il 13% ritiene il sistema molla propenso ad arrugginirsi;Un altro 13% si dichiara infastidito dai segni che le mollette lasciano sui capi;Il 6% sostiene che le mollette sporchino il bucato;Il restante 3% si lamenta del fatto che talvolta i capi vengono deformati per via dell’obbligatorio metodo di stenditura.

Background

Molti degli oggetti di uso più comune e veramente utili, spesso hanno delle radici anonime e non sono frutto della genialità di colti studiosi.789.jpg

Il merito per l’invenzione della molletta per panni è spesso attribuito agli Shaker, una setta religiosa fondata negli Stati Uniti nel 1772 da Ann Lee.Gli Shaker furono artefici di pezzi di arredamento orginali, che ritenevano essere l’espressione tridimensionale della loro fede. A questo scopo ogni articolo da loro prodotto era improtato alla massima semplicità: ogni dettaglio essenziale, ogni intento decorativo biasimevole. Appartiene pertanto al loro stile più genuino la molletta, un semplice pezzo in legno con una fenditura in mezzo per appendere i panni a un filo.

Tra il 1852 e il 1887 l’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti accordò 146 tipi di mollette differenti, anche se la maggior parte basate sul principio degli Shaker. La molletta classica invece cui noi ci riferiamo è invece quella inventata da D.M. Smith di Springfield nel 1853 la quale è formata d adue barrette di legno messe in relazione d aun amolla d’acciaio che unisce saldamente le due parti.Questa versione fù rivista nel 1944 da Mario Maccaferri creandone una versione in plastica.

La molletta è diventata uno degli esempi più classici del design nel 1976, grazie all’artista Claes Oldenburg che ne realizzò un’opera d’arte alta 13.7 metri, installata a Filadelfia e intitolata Clothespin.

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Si capisce grazie a quest’allestimento che gli oggetti di uso comune non sono solo insignificanti o privi di stile, ma possono essere caratterizzati da una forte percentuale comunicativa ed espressiva sviando dal concetto comune che si ha di questi.

Interface Design and Magic

marzo 26, 2008 alle 12:06 pm | Pubblicato su Interface design and magic | 1 commento

Al giorno d’oggi l’uomo interagisce con le infinite interfacce proposte dal contesto circostante, facendo di queste reazioni “his own world”, il proprio mondo, nel quale include anche oggetti inutili facendoli propri.

L’interazione umana avviene attraverso interfacce, partendo dalla semplice maniglia della porta, la quale instaura un rapporto di questo tipo con l’utente, si possonno raggiungere complicate interrelazioni come ad esempio l’interfaccia del computer. Questo enorme divario fra natura umana e macchina può essere attutito attraverso il mix di design, tecnologia e scienze cognitive, combinate assieme con l’aiuto di studi, osservazioni e ricerche.

Le vie di comunicazione, specialmente internet, permettono alle nostre informazioni di essere praticamente ovunque ed essere accessibili in qualunque momento. L’inserimento della teconologia nel mondo umano fa si che le tecnologie avanzate siano talmente ben incorporate all’interno di sistemi che apparentemente non hanno nessuna relazione con queste tanto da rimandare la mente umana alla magia e all’illusionismo.

L’Interaction Design racchiude al suo interno la possibiltà di utlizzare Sparizione, Apparizione, Teletrasporto, Trasformazione, Ricomposizione e Predizione; elementari ma non semplici trucchi di magia che permettono al mago di incantare i suoi spettatori e creare in loro forti emozioni e inconsuete reazioni. 

L’Interaction-Design racchiude in sè quanto detto sopra, attraverso questo, l’essere umano potrà cercare di soddisfare al meglio tutte le sue necessità, facendo fronte ad esigenze via via differenti e in continuo mutamento, cercando di allontanarsi dalle esigenze di mercato che le industrie tendono ad inculcare facendole credere basilari per la sopravvivenza. 

(Fonte: “Interface design and Magic”, www.nastypixel.com/alghero/)

1° avanzamento-1st step

marzo 26, 2008 alle 10:39 am | Pubblicato su 1° avanzamento | Lascia un commento

Il programma della prossima settimana consiste nel fare ricerche di mercato e in seguito di intervistare i consumatori a proposito dei prodotti già in commercio.

I vari studi riguarderanno vari tipi di materiali utilizzati, i campi di applicazione già sperimentati dei prodotti già esistenti e l’analisi dei dati raccolti attraverso le interviste.

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Next week programm concerns to do marketing reserches and than interview customers about products already existing in the business.

The studies’ll regard the various kind of materials already used, experimented aeres and review the dates geted by the interwes.

1a Sfida-1st Dare

marzo 25, 2008 alle 4:31 pm | Pubblicato su Obbiettivo 1 | Lascia un commento

Fedeli all’idea che il Design è uno strumento utile per proporre a tutti oggetti buoni (quindi belli perchè utili), abbiamo pensato ad un oggetto di largo consumo presente in tutte le case: la classica “molletta da bucato” .

mollette.jpg

Il nostro obiettivo è quello di migliorarne la qualità estetica, la funzionalità e la sua usabilità; offrendo al consumatore un’alternativa migliore.

L’idea di base che ci ha convinti è che l’estetica e il bello possano convivere con il funzionale e l’intelligente senza che questo comporti prezzi impossibili.

Verranno quindi analizzati e rivisti i seguenti temi:

-materiale

-usi reversibili

-rendimenti

-estetica

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Design is an instruments that permits you to advance everyone a good object (lovely because serviceable), we thought to analize common objects that you can find easily at home.

The object that we are going to study is the classic “laundry-clip” .

Our point is to improve the aesthetic quality, the funcitonality and the usability; offering to the customer a better solution.

A second point, but not less important than the fyrst one, is that we have to get a nice object were funcitionality,intelligence and beauty can work toghethar whitout that thos thing i’ll get the price impossible.

We’ll work and study on the following points:

-materials

-reversable uses

-yields

-aesthetic

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